Dieculuci

Lo studio della luce come strumento di rappresentazione nell’arte pittorica risale al Rinascimento con Leonardo da Vinci, Caravaggio e Rembrdt. La luce infatti rende possibile la percezione della tridimensionalità attribuendo qualità alle superfici. La scienza ci presenta il rapporto tra luce e materia come base della percezione visiva: è grazie alla riflessione e all’assorbimento delle onde elettromagnetiche sulle diverse superfici che gli oggetti si rivelano. Ma sopratutto la luce svolge un ruolo simbolico nelle culture di ogni tempo: basti pensare al “Mito della caverna” di Platone o alla luce usata per citare la Divinità o ancora ai “Lumi della Ragione” dell’Illuminismo che propongono valori di laicità. Nella tarda pittura rinascimentale, con Tintoretto, la luce diventa soggetto all’interno della composizione pittorica e nell’arte barocca, con Caravaggio e Bernini, viene utilizzata per enfatizzare la suggestione mistica. Novembre 2012